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Visualizzazione dei post da gennaio, 2021

Il Ferroviere di Pietro Germi

Gli toccò subire giudizi feroci dalla critica che non capì nulla di lui. Nella migliore delle ipotesi venne confinato tra i minori del nostro cinema : momento, sia pur significativo, di una storia i cui protagonisti principali sono altri. Germi avrà giustizia postuma anni dopo la sua morte: ma la ebbe, in vita, lontano dall'Italia. Uno dei più grandi registi della storia del cinema, Billy Wilder alla domanda "quale è il regista italiano che lei stima di più " rispose: 《 Quando io vedo Ladri di biciclette, io mi alzo in piedi e mi levo il cappello, perché non si può andare oltre. Nella continuità della sua opera, il regista che mi è più vicino e che mi interessa di più è Pietro Germi 》. Il suo cinema non era inquadrabile nei generi cinematografici e nelle scuole. Ma ii punto cruciale fu un altro: fu il suo individualismo, inveterato e scostante, l'estraneita`alle mode culturali del tempo, l'insofferenza nei confronti di ogni conformismo, l'ostinata caparbietà ...

Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli (1965)

L'universo di Antonio Pietrangeli è il gusto e l'attenzione sociologica, spesso ironica; la precisione dell'ambientazione; l'analisi della mobilità sociale e dello scontro/incontro delle classi nell'Italia del dopoguerra e del boom economico; la pietas rivolta rivolta verso gli esclusi e le vittime, spesso personaggi femminili colti con insolito spessore; lo sguardo crudele posto sui personaggi maschili, individui quasi sempre incapaci, a differenza delle donne, di essere autentici,e quindi destinati a una raffigurazione grottesca, caricaturata. Io la conoscevo bene è il suo miglior film assieme a la visita e lo scapolo. Il film si apre con una carellata lenta su una spiaggia deserta, da destra verso sinistra; la macchina da presa si abbassa per scoprire il corpo in monokini di Adriana (Stefania Sandrelli ) che prende il sole, poi si solleva. Una radio suona della musica. Lei si alza e si allontana di corsa. Si fa allacciare il reggiseno dal gelataio, si fa annaff...

Perchè Effetto notte?

  Perché Effetto notte? " Nei miei film non ci sono intasamenti, né vuoti, né tempi morti. I film avanzano come treni nella notte" Effetto notte è un film del 1973. Per Truffaut è l'anno della sintesi, delle confluenze di diverse esperienze in una operazione riassuntiva, del ripiegamento su se stesso che è sguardo rivolto al proprio passato di cineasta. Il risultato prende il nome di Effetto notte: una sorta di inventario etico -estetico di bilancio per fare il punto su un'attività che dura dal 1959. Effetto notte è una dichiarazione di poetica personale così esplicita e completa come prima il regista non ci aveva dato, una sintesi dei motivi e dei temi che attraversano la sua opera, e una confessione sistematica e riassuntiva dei suoi affetti, predilizioni e gusti di uomo di cinema. L' autobiografia come progetto estetico, il cinema come atto d'amore. Venne dedicato a Lillian e Dorothy Gish, le due prime vere attrici di cinema e vinse l'Oscar pper il migl...