Perchè Effetto notte?

 Perché Effetto notte?

" Nei miei film non ci sono intasamenti, né vuoti, né tempi morti. I film avanzano come treni nella notte"
Effetto notte è un film del 1973.
Per Truffaut è l'anno della sintesi, delle confluenze di diverse esperienze in una operazione riassuntiva, del ripiegamento su se stesso che è sguardo rivolto al proprio passato di cineasta. Il risultato prende il nome di Effetto notte: una sorta di inventario etico -estetico di bilancio per fare il punto su un'attività che dura dal 1959. Effetto notte è una dichiarazione di poetica personale così esplicita e completa come prima il regista non ci aveva dato, una sintesi dei motivi e dei temi che attraversano la sua opera, e una confessione sistematica e riassuntiva dei suoi affetti, predilizioni e gusti di uomo di cinema.
L' autobiografia come progetto estetico, il cinema come atto d'amore.
Venne dedicato a Lillian e Dorothy Gish, le due prime vere attrici di cinema e vinse l'Oscar pper il miglior film straniero. Effetto notte è prima di tutto la cronaca della lavorazione di un film. È il secondo film in cui Francois Truffaut recita. Il primo è stato il Ragazzo selvaggio
Nel film rende omaggio a Quarto Potere di Orson Welles un film che farà dire a Francois Truffaut " ha cambiato il cinema e la mia vita".
Attraverso Jean Pierre Leaud Francois Truffaut che lo tormenta sempre e cioè se il cinema è più importante della vita. Nei film non ci sono intasamenti dice Fernand a Jean Pierre Leaud né vuoti, né tempi morti.
I film avanzano come treni nella notte.
Effetto notte rappresentò la rottura tra Jean Luc Godard e Francois Truffaut. Per Godard l'opera di un bugiardo e di un fascista cui Truffaut rispose accusando l'amico di comportarsi come una merda.
Era una spaccatura che era già presente nele idee della Nouvelle vague, da una parte Truffaut continuava a pensare ai film come opere d'arte che drovrebbero rendere più felici gli spettatori, dall'altro Godard considerava il cinema come strumento di lotta.
Jean Luc Godard ha da poche settimane compiuto 90 anni. È stato celebrato come un genio e come un maestro. Ma quando mai!!
Un suo passato estimatore, Claude Lelouch, ( a proposito, bellissimo il suo ultimo film " I migliori anni della sua vita") disse che Godard ha fabbeicato la sua leggenda e poi l'ha coscientemente polverizzata .
È stato uno dei grandi del cinema francese e non solo. Pero` sono passati più di 50 anni.
È sopravvisuto al suo mito, chiudendosi in un cinema sempre più masturbatorio.
Il suo "Fino all' ultimo respiro" del 1960 fu film di grande fascino e che fece innamorare il mondo per la Seberg e per Godard.
E poi c'è stato il 68: fece molto male a Godard.
Per Godard l'esperienza del maggio 68 significava riconoscere che la politica va messa al posto di comando della pratica inematografica : per Truffaut al posto di comando resta l'estetica.
Un tempo per chi amava il cinema, Truffaut e Godard rappresentavano due visioni del mondo, due stili di vita, due anime di una comunità. Essere per Godard non so esattamente cosa ha significato, essere per Truffaut era un luogo dell'anima, essere dei riformisti sentimentali. Nel meraviglioso film di Denis Arcand "Le invasioni barbariche" ( un omaggio più che esplicito alla " Versione di Barney" ) c'è una feroce e giusta ironia su Godard
e sugli errori di quegli anni .Il mito di Godard è vacillato definitivamente, Truffaut continua e a rigenerarsi in un mare di citazioni, nelle mille rassegne organizzate di alcuni dei suoi film più famosi. Godard è rimasto prigioniero delle sue ideologie, non è cresciuto. I film di Truffaut si rivedono sempre volentieri, pieni di sorprese e nuovi stupori, quelli di Godard no. Sono stucchevoli e sentenziosi. Riguardo alla politica Francois Truffaut è più diffidente, e si lascia guidare dal suo spirito anticonformista.
Però firmerà l'appello di Sartre nel 1960, il manifesto dei 121, in cui si invita i soldati francesi in Algeria a disertare o disobbedire ( invece Godard prudentemente rifiuta di firmarlo, si rischiava la galera non sia mai)
mentre declina a più riprese l'invito a partecipare al film collettivo " Lontano dal Vietnam", un operarazione ideologica menzognera e turpe , dirà : 《 sono contento che ci siano dei disertori e che ci siano in America tante manifestazioni contro la guerra, ma non mi piace che tutti siano d'accordo dall'altra parte: trovo che il Nord Vietnam manchi di traditori》. La storia gli darà ragione, pure troppo.
Fabrizio Amerelli

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