Il Ferroviere di Pietro Germi

Gli toccò subire giudizi feroci dalla critica che non capì nulla di lui.

Nella migliore delle ipotesi venne confinato tra i minori del nostro cinema : momento, sia pur significativo, di una storia i cui protagonisti principali sono altri.
Germi avrà giustizia postuma anni dopo la sua morte: ma la ebbe, in vita, lontano dall'Italia.
Uno dei più grandi registi della storia del cinema, Billy Wilder alla domanda "quale è il regista italiano che lei stima di più " rispose: 《 Quando io vedo Ladri di biciclette, io mi alzo in piedi e mi levo il cappello, perché non si può andare oltre. Nella continuità della sua opera, il regista che mi è più vicino e che mi interessa di più è Pietro Germi 》.
Il suo cinema non era inquadrabile nei generi cinematografici e nelle scuole. Ma ii punto cruciale fu un altro: fu il suo individualismo, inveterato e scostante, l'estraneita`alle mode culturali del tempo, l'insofferenza nei confronti di ogni conformismo, l'ostinata caparbietà a riflettere sul mondo e sulle cose da autodidatta senza essere condizionato da nessuno.
Attraverso la sua opera, è possibile leggere in controluce un ventennio di storia italiana, con le sue luci e le sue ombre, nei suoi momenti di speranza come nelle sue cadute di gusto, al di là di ogni filosofia della storia predeterminata. Le lenti con cui Germi ha visto il nostro Paese, è la realtà pronciale profonda.
Erano lenti decisamente laiche.
I protagonisti del suo cinema sono uomini assai diversi tra loro ma caratterizzati da un insormontabile scontrosita`, da un irriducibile radicalismo del cuore e della mente, dall'incapacità di un rapporto distaccato e indulgente con gli uomini e il loro mondo.
Il rapporto tormentato con la coscienza lo si vede nel suo esordio del 1946 " Iil testimone". Un film straordinario che, per il modo di raccontare e le atmosfere evocate, ricorda i grandi noir americani.
Con "L' uomo di paglia" racconterà di un disagio, di un'incapacità a starsene quieti nella propria tana domestica. Germi aveva la passione per il Sud, con film come " In nome della legge "( 1949), "Il cammino della speranza( 1952), " Il brigante di Tacca del Lupo" ( 1953), che nascevano dal bisogno di restituire dignità umana e diritti civili a gente vissuta per secoli nella condizione del suddito. Germi aveva la spietatezza del demistificatore, il gusto del disincanto, del guardare dietro le apparenze e le convenzioni sociali.
La Sicilia di "Divorzio all'italiana", di "Sedotta e abbandonata", il Veneto di " Signore e signori" erano altrettante occasioni per dare voce alle sue delusioni, per denunciare l'ipocrisia, il perbenismo, che ammazzano i sentimenti, producino infelicità e talora il crimine. Guardava allo stile americano, a Hollywood, alla sua straordinaria capacità di far presa sul pubblico. Il suo debito con John Ford è stato spesso ricordato dagli esperti: la presenza del Western nel "Brigante di Tacca del Lupo" o di "Furore " o nel " Cammino della speranza " è riconosciuto.
Mario Sesti , il critico che più di tutti ha riletto in positivo l'opera di Germi nel suo " Tutto il cinema di Pietro Germi " scrive de il " Ferroviere "( 1956) : 《 È uno dei suoi film di più originale e solida struttura narrativa e drammatica》 e ricorda che Otar Ioseliani , ha messo il film tra i dieci film migliori di tutti i tempi. 《 All'epoca gia conoscevamo il cinema italiano di quegli anni, il neorealismo i film di De Santis , De Sica e Rossellini》 ha detto 《 ma quando ho visto Il Ferroviere, malgrado ciò che avevo già visto, ne rimasi sconvolto, profondamente toccato. Sono contento che le generazioni future possano avere il piacere di conoscere l'opera di Pietro Germi come quella di uno dei più nobili cineasti della terra 》.
Come dargli torto? A più tardi per chi può

Fabrizio Amerelli

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